Le banche propongono finanziamenti dedicati alle ristrutturazioni del condominio. Vediamo come sono strutturati e chi fa da garante.Â
Se un condominio necessita di un’importante ristrutturazione che costerà molti soldi ai proprietari degli appartamenti è possibile ricorrere ad un finanziamento in banca. Funziona in modo differente dai classici prestiti per i privati avendo come titolari tante famiglie.
Dover ristrutturare la facciata di un palazzo significa uscire tanti soldi. Quasi nessun condomino avrà la liquidità necessaria per far fronte alla spesa in un’unica soluzione e tempestivamente. La maggior parte delle famiglie avrà necessità di pagare l’importo dovuto con rate mensili in modo tale da incidere meno sul budget familiare. A questo proposito intervengono le banche con i finanziamenti condominiali dedicati proprio a chi vive un’esigenza del genere. I lavori di ristrutturazione sono onerosi quando riguardano un appartamento, figuriamoci un intero palazzo.
Le spese saranno sostenute in quota millesimale dai condomini e dovranno essere calcolate dall’Amministratore che si occuperà anche di richiedere il prestito per affrontare i lavori. Quasi tutti gli istituti di credito propongono questa particolare tipologia di prestito che è strutturata in modo differente rispetto agli altri comuni finanziamenti destinati, ad esempio, all’acquisto di un’auto o all’installazione di pannelli solari. Tanti aspetti sono comuni ma alcuni dettagli variano proprio per la particolarità della richiesta.
Il finanziamento condominiale può essere richiesto dovendo pagare spese di ristrutturazione straordinarie delle parti comuni dell’edificio o degli impianti. La banca erogherà una certa somma di denaro da restituire, poi, con rate mensili per una durata prestabilita. Fin qua tutto corrisponde ad un normale prestito. Ci sono interessi applicati sulle rate e un piano di ammortamento da rispettare. A sottoscrivere il contratto la banca e il condominio attraverso l’amministratore condominiale che dovrà accertarsi che tutti i condomini siano a favore del finanziamento.
Di solito l’istituto di credito prima di dare l’esito con concessione o meno del prestito chiede al richiedente le buste paga o altre garanzie a supporto della domanda per accertare l’affidabilità creditizia. Cosa accade quando è un condominio ad inoltrare la richiesta? Diciamo subito che il condominio non ha personalità giuridica e, di conseguenza, non potrebbe contrarre debiti né prestiti. Rappresentando i condomini, però, e avendo un codice fiscale nonché un conto corrente la Legge permette che avanzi domanda di finanziamento.
A firmare sarà l’amministratore dopo che avrà fornito alla banca la documentazione attestante la possibilità di pagare da parte di ogni singolo condomino. In caso di esito positivo scatterà l’erogazione immediata delle somme richieste avendo precedentemente definito il piano di ammortamento in base alle esigenze del condominio. La normativa non richiede alcuna garanzia ipotecaria a supporto della domanda.
Una puntualizzazione importante, basta la maggioranza per procedere con la sottoscrizione del finanziamento ma alcune banche richiedono l’unanimità dei voti per concederlo facendo cadere il requisito della maggioranza. Gli istituti vogliono essere certi che tutti paghino le rate mensili. Se ciò non dovesse accadere la banca potrà aggredire il conto corrente del condominio e poi le proprietà dei condomini.
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